Le imprese

Yacht Broker Srl

Premiata con Fedeltà al Lavoro

Anno: 2013

Fatti salienti

 

  • 1954 - viene fondata la società Michelangelo Fucile
  • 1964 - la società cambia denominazione in Yacht Broker

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La storia

Un esempio di attività economica: la Yacht Broker S.r.l.

 

Con la fine del secondo conflitto mondiale, Viareggio, era una zona militarizzata, ferita e sfregiata dai bombardamenti; la Liberazione della città, avvenuta il 16 settembre 1945, permise il rientro dei cittadini sfollati. Lo spettacolo che si presentava ai loro occhi era una quasi totale distruzione della parte più popolare della città, l’intero quartiere della Darsena e il porto erano stati abbattuti ed il danno economico incalcolabile; numerosi cantieri navali erano stati letteralmente cancellati, ma per volontà dei suoi abitanti e amore dei foresti, tutta l’intera attività sarebbe rinata.

Iniziò il lungo periodo di pace che vide nascere amicizie e sentimenti di solidarietà e molte storie d’amore, che portarono a cambiamenti radicali nella vita di alcune persone. Molti, infatti, scelsero di stabilirsi qui soprattutto per la bellezza dei luoghi e per le numerose opportunità di nuovi sviluppi lavorativi legati ad idee moderne orientate ad un diverso utilizzo del porto, non più visto come luogo esclusivamente commerciale, ma anche ludico con, appunto, la nautica da diporto. Fu proprio la volontà, mista a tenacia e talvolta vera e propria testardaggine di alcuni uomini che fu possibile avviare i lavori per la costruzione della Darsena Europa e del nuovo Avamporto.

In questo modo furono realizzate nuove banchine, assegnate con regolari concessioni.

Uno di questi pionieri era Michelangelo Fucile, che aveva conosciuto la città quando era arrivato in questi luoghi con la Vª armata americana, nel suo percorso di liberazione dell’Italia dopo 5 anni di guerra nella Marina Militare. Ultimo di undici fratelli, dato per disperso, si adoperò in prima persona costruendo materialmente i luoghi di approdo e fu proprio a Viareggio che conobbe colei che sarebbe diventata la compagna di vita, ma soprattutto la colonna portante della futura Yacht Broker S.r.l., la signora Leila Frosali.

L’incontro avvenne per caso, durante la sosta obbligata in città, in attesa dei documenti per il rientro a casa a Genova, dove lo attendeva la madre; questa raffinata ragazza di 17 anni, bionda, eterea, lo affascinò in modo totale, fu un vero e proprio colpo di fulmine reciproco, un grande amore durato ben 60 anni, che seppero trasmettere insieme alla passione per il mare a noi figlie. Il periodo del fidanzamento vide alternare la presenza di Michelangelo tra Viareggio, dove lui arrivava in bicicletta portando cioccolata e zucchero ad alcuni pasticceri molto famosi della zona versiliese e Genova, dove, invece lui intratteneva una fiorente attività di brokeraggio.

Attraverso diverse conoscenze e contatti, infatti, aveva ottenuto la possibilità di far ormeggiare presso il Molo Ciano, all’interno della vasta area portuale di Genova, imbarcazioni a vela e piccoli motoscafi di proprietà di nobili, finanzieri e industriali, attrezzando in modo adeguato la struttura al fine di garantire assistenza e rifornimento alle unità stesse.

Dopo il matrimonio si stabilì definitivamente a Viareggio, dove lentamente e non senza difficoltà, incontrando diffidenza e blocchi burocratici, riuscì a trasferire la sua ormai affezionata clientela nello spazio assegnatogli.

I primi tempi di gestione della concessione furono pionieristici anche dal punto di vista legislativo, ma grazie alla Capitaneria di Porto locale con ufficiali lungimiranti, e soprattutto l’impegno dei vari concessionari, come l’Ammiraglio Martellotta, che ebbe la concessione dove ora si trova la Viareggio Porto, il Club Nautico e la Lusben Craft, si ebbero i rinnovi e la regolamentazione delle concessioni. Dal momento della sua costruzione, il sito, che fu per tanto tempo definito sporgente “Fucile”, oggi Banchina Adone Sani, ha registrato il passaggio di molti personaggi blasonati, conti, nobili, industriali italiani, imprenditori stranieri e semplici appassionati di vela.

Lo spazio assegnato a Fucile, dove furono poi costruite le “sue” banchine correva lungo il lato sud della Darsena Europa, sullo sporgente e lungo la via Coppino; in seguito le due strutture furono attrezzate con impianti di acqua ed energia elettrica; infine, quando il titolo concessorio divenne annuale, permettendo così un lavoro continuo e non più limitato alla stagione estiva, sul pennello sud fu istallata anche una gru elettrica.

Nel 1964 fu creata la Società Yacht Broker S.r.l. ed aveva come amministratrice Leila Frosali, ormai moglie e prima donna a gestire un’attività in un campo prettamente maschile, conferendole un’impronta tutta femminile, mantenutasi anche nel momento del cambio vertice dell’Amministrazione nel 2006.

Furono quelli gli anni del boom economico della città, considerata la Perla del Tirreno; la Darsena sul finire degli anni ’50 ebbe un nuovo rilancio, i cantieri navali si attrezzarono per la costruzione degli yacht e motoryacht, conquistando il primato di unicità e della qualità del prodotto, catapultando la cantieristica viareggina ai primi posti nel mondo; molti sono i nomi storici di questi cantieri all’ombra dei quali i piccoli artigiani hanno saputo reinventarsi diventando aziende di altissimo livello.

Nel 1956, in una zona adiacente una delle concessioni di Fucile, nacque la Lusben Craft e a ruota seguirono le prime agenzie marittime dedicate alle imbarcazioni da diporto.

Viareggio divenne punto di riferimento anche di manifestazioni sportive internazionali come la Bastia-Viareggio-Bastia, una prestigiosa gara off-shore che vide tra i partecipanti illustri nomi della competizione internazionale e che ha aumentato il flusso turistico di genere nei nostri territori, rendendoli molto più appetibili alla clientela internazionale.

Grazie all’organizzazione da parte del Club Nautico Versilia, nel 1961, con la sua prima edizione, la BVB fece affluire a Viareggio armatori di altissimo livello, da principi arabi a nobili italiani e stranieri, piloti di formula uno, editori e petrolieri. Sulla scia di questo avvenimento alcuni cantieri come la CUV dei Fratelli Bergamini si specializzarono in questo campo. La competizione metteva a confronto i diversi costruttori e progettisti, innestando un processo produttivo attivissimo, purtroppo per motivi di organizzazione e problematiche economiche, questa felice esperienza si concluse nel 1995.

L’avvenimento coincise anche con il successivo arrivo delle motonavi 1964; in un tentativo di dare un nuovo indirizzo economico alla Darsena, nacquero la Compagnia dei Portuali di Viareggio e nuove agenzie marittime, come Aliboni, che si aggiungevano a quelle storiche come Vannucci, Bertacca e De Felice.

Per la Yacht Broker S.r.l. questa utilizzazione commerciale delle aree limitrofe alla sua attività, portò ad uno spostamento del proprio spazio in concessione verso la parte nord, pennello interno, della Darsena Europa. Anche la clientela cominciava a cambiare nel suo genere e nelle sue richieste registrando forte aumento delle imbarcazioni a vela e dei motoryacht di misure sempre maggiori. Un primo calo sul numero di transiti si ebbe con la crisi petrolifera agli inizi degli anni ’70, aggravata poi, con la guerra alle bandiere panamensi.

Furono, comunque, anni che videro fidelizzarsi i clienti storici, con imbarcazioni sempre più grandi e raffinate, per la maggior parte costruite a Viareggio.

L’esperienza lavorativa con i miei genitori inizia nel 1976, in estate. In quegli anni frequentavo l’Istituto Tecnico Nautico “Artiglio” di Viareggio; il percorso di studi era effettivamente un po’ insolito a quei tempi, per una ragazza, ma poiché fin da piccola ho respirato l’aria salmastra della darsena, adorando il lavoro di mio padre, decisi che il mio impegno sul campo mi sarebbe stato utile per la mia futura carriera di ufficiale di coperta. Durante i periodi di intervallo della scuola acquisii molta esperienza che mi ha permesso, in seguito, di sviluppare una visione più ampia del lavoro, ricoprendo il ruolo amministrativo. In questi anni i contatti personali e l’entrata in alcune associazioni di categoria, prima fra tutte WISTA, hanno rafforzato il ruolo femminile nella società, orientandone anche le scelte lavorative.

La vera forza dell’organizzazione rimane comunque la solidità della famiglia; nel 1988 ho convinto mio marito Stefano a lasciare il suo lavoro di istruttore di arti marziali per ricoprirlo del ruolo di coordinatore agli ormeggi ed anche grazie a lui è stato avviato un cambio di strategia aziendale. Cosa più ardua è stato convincere mio padre a preferire imbarcazioni sempre più grandi come i mega yacht; nel 1998 grazie anche alla collaborazione della Capitaneria di porto di Viareggio nella figura del Comandante Melone, abbiamo ottenuto alcune modifiche al titolo concessorio, che ci hanno permesso di poter accogliere imbarcazioni da diporto di maggior misura. Nel frattempo la mia famiglia, con l’arrivo di ben quattro figli maschi, era notevolmente cresciuta e quando sono stati abbastanza grandi da poter lavorare, gli abbiamo dato la possibilità di conoscere il nostro mondo.

Con successo, ad oggi, tre di loro, Maurizio, Alessandro e Federico, collaborano con noi e la cosa importante è il legame che ci tiene uniti e ci sostiene nell’affrontare le mille difficoltà del momento.

La Società negli anni è notevolmente cresciuta in termini di esperienza e professionalità, adeguandosi alle richieste della clientela fidelizzata e di quella nuova, seguendo il mercato e divenendo un punto di riferimento anche per il mercato estero. Ciò ha permesso un cambiamento radicale nel modo di operare e, considerando l’arrivo di imbarcazioni sempre più grandi, l’obbligo di rispondere ad esigenze strutturali nuove, “combattendo” contro gli ostacoli di una pessima gestione dei lavori di dragaggio da parte dell’Autorità Comunale, per ovviare all’annoso problema dell’insabbiamento, che fino alla gestione da parte della Capitaneria di Porto aveva funzionato, mantenendo un fondale adeguato e permettendo l’ingresso nel porto di mega yacht di misure ragguardevoli. Nel 1998 la società ha compiuto un grosso investimento per fornire alle imbarcazioni l’energia elettrica per gestire le grandi unità all’ormeggio, con un vantaggio di non poco conto per l’inquinamento atmosferico.

Con il passaggio delle competenze dalla Capitaneria di Porto al Comune, sono sorte varie problematiche anche per quanto riguarda il titolo concessorio che è stato declassato, rendendolo precario e dando, quindi, poco margine ad ulteriori investimenti.

Nonostante i vari ostacoli che derivano da un’applicazione ottusa delle normative, negli ultimi cinque anni, il dato di crescita legato alla produzione di grandi unità da diporto è aumentato ed suo il traffico triplicato.

 
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